L’ultima intervista a Mario Spallone, il medico del Pci, di Pietro Guida

di Pietro Guida

E’ morto Mario Spallone, un pezzo di storia del Paese che se ne va portando con sé segreti e certezze. Tra cinque mesi avrebbe compiuto 96 anni. Era stato ricoverato da qualche giorno nella clinica romana Annunziatella, di proprietà del fratello Dario. A stroncarlo nel corso della notte sono state delle crisi respiratorie. I funerali potrebbero tenersi a Lecce nei Masi, il suo paese natale, dove sarà allestita la camera ardente.

Ci sarebbe tanto, forse troppo da scrivere di Mario Spallone, ex sindaco di Avezzano, medico di Togliatti, presunto agente di collegamento tra il Pci e il servizio segreto del Sifar, candidato sindaco più anziano d’Italia nel 2007 e nel 2012, uomo implicato nella vicenda della clinica degli aborti illegali di Villa Gina ma mai nemmeno indagato. Luci e ombre che non offuscano le qualità intellettuali, umane, valoriali e politiche di un uomo di altri tempi. Il giornalista e amico di Spallone, Stefano Pallotta, lo ricorda come “un uomo di altri tempi, una persona unica. Mario Spallone”, aggiunge, “porta con sé tantissimi segreti”.

Abbiamo deciso di lasciare allo stesso Mario Spallone l’ultimo saluto con un’intervista in gran parte inedita rilasciata lo scorso anno e in cui vengono affrontati tutti gli aspetti della sua vita, da quella privata a quella di politico, di medico e di uomo, in cui parla per la prima di argomenti importanti e a cui aveva sempre deciso di non rispondere: ai segreti della politica alle confessioni di credente, dalle vicissitudini familiari a quelle personali. Lui mi disse, prima dell’intervista, avvolto dal fumo della sigaretta, “facciamoci una chiacchierata e non mi dare del lei per favore”. Poi si sedette davanti alla fotocamera, si sistemò la cravatta ed esclamò facendomi l’occhietto: vuajò, io ti dico tutto, ma tu non lo dire a nessuno”.

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