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   Il vento soffia e la luna riesce a colorare i bordi delle piccole casette di Gerusalemme. Il mare, invece, dall'altra parte, è una tavola piatta. Quasi sembra non esserci. Anche lui è pronto e sembra conoscere il futuro, prevedere gli eventi. Risparmia i ruggiti delle onde per un'altra occasione. Gli abissi parlano di un silenzio irreale, tanto assordante da mette-re in fuga tutti i pesci del mare. Una lanterna, invece, sulla terra ferma, in un'umile casa, brilla nel buio del paese. Dentro c'è un uomo che scrive un racconto. Lascerà che un giorno venga letto dagli altri. Intanto gelosamente lo tiene per sé. È come se lo scolpisse sul suo cuore. E scrive, scrive, come se parlasse al vento, e come se il vento sapesse mantenere un segreto, trasportarlo sulla brezza leggera che corre tra la polvere.
(da Il segreto di Didimo, 2007, ed. Lampi di stampa, Milano)


   L'aria condizionata, in effetti, era eccessivamente condizionante. A nulla valgono le proteste dei viaggiatori. La nave arriva dopo cinque ore di viaggio "agghiacciante". A quel punto non c'è più niente da fare: siamo sull'isola.
(da Diari di viaggio, 2004)

   La morte è come un respiro che ci porta all'asfissia, è come un petalo caduto e portato via dal vento, trascinato lontano, è come una nave inghiottita dalle acque che riemerge dopo secoli scheletrita. La morte, in fondo, è come il sole al tra-monto: meravigliosa perché corona un giorno di luce, angosciante perché annuncia, con il suo mesto crepuscolo, il buio della notte. Non dà tempo neanche a rimpianti, nostalgie, pentimenti di compiersi, perché è tardi, ormai. I pentimenti hanno senso nella vita.
(da Il segreto di Didimo, 2007, ed. Lampi di stampa, Milano)

   Se tornerò a parlar d'amore

Un dì s'io tornerò a parlar d'amore
che più non m'abbandona, e se la sorte
ancor potrà donar bell'avventure
alla mia vita prima di sua morte,

parlerò chiaro all'uomo e gli dirò:
la speme d'un amor non muor ultima,
ella vivrà finch'io non morirò,
finché non morrà dell'uomo l'anima.

Così come Minerva allumò Ulisse
quando rientrato in patria era spaesato,
io illuminerò la grande eclisse
che l'uom nel tempo dietro s'è portato.

Quel dì, s'io tornerò a parlar d'amore
sarà perché scattata é la scintilla
che più non avvicina questo cuore
a quello della splendida favilla!
(da Poesie d'amore, 1996)

    Quella casetta sperduta tra le campagne di un piccolo villaggio Albanese, vicino la cittadina di Arameras, nella zona di Fush-Kruja, si raggiunge passando per una viuzza sterrata e polverosa. Quella casa, come la grande maggioranza delle abitazioni dell'Albalnia, tutte incompiute, è l'allegoria di una nazione, da un lato sfiduciata per un futuro incerto ed eccessivamente traballante per permettere a una casa troppo alta di restare in piedi, dall'altro fiduciosa in un futuro migliore, pronta a riprendere i lavori per innalzare quelle case segnando il primo passo di una ricostruzione sempre più agognata.
(da Nuovi Reportage, 2006)


   Come poteva un povero parroco avere tanti soldi? Pare che durante i lavori, spostando l'altare della Chiesa, trovò qualcosa. Non si seppe mai con precisione cosa perché appena la pietra fu staccata il prete fece uscire tutti gli operai e restò chiuso nella chiesa senza uscire per tre giorni e tre notti.
(da Il segreto di Didimo, 2007, ed. Lampi di stampa, Milano)


  Sognando

Invasi da una fredda
nebbia notturna,
una fievole luce
si scorge da lontano,
sulla strada maestra.

In un funesto silenzio
e in un calmo tacere
si ode una flebile voce
ululante che, proveniente
da uno sconosciuto luogo,

come un grido d'un coyote,
toglie il respiro a chi ascolta
e dà ansia allo spirito taciturno
e fantastico, lo spirito di favola
e di sogno di ogni essere.

Poi, poco dopo, torna
il solito silenzio e la pace,
la notte buia illuminata
da qualche lampione
dell'antico corso.

Un petalo,intanto,
cade ondeggiando
da una rosa rossa,
che poco ancora
vivrà.
(da Poesie d'amore, 1996)
 
   Come un gabbiano compare dall'orizzonte dopo aver attraversato l'oceano, la luna, con la sua pallida luce, dopo aver atteso il tramonto, riusciva a emanare un lieve tepore nella fredda notte. Le strade di Gerusalemme erano sature di polvere e da lontano quel soffio di vento portava con sé parole d'amore e libertà. Nicodemo era lì, in mezzo alla strada, solo.
(da Il segreto di Didimo, 2007, ed. Lampi di stampa, Milano)